"Sono lavori molto materici quelli di Lombardo, a dispetto di alcune incursioni nel mondo del "pastello", pieni di legno, lamine, olio denso e colorato. Da capricci dadaisti, a tavole che ruotano intorno all'avanguardia degli anni Sessanta: è un Informale che non vorrebbe rinunciare alla forma, un figurativo che dimentica la "tela" per fissarsi sui bordi del colore denso, come cipolle e limoni che invadono lo spazio, ma da quello stesso spazio rifuggono. È una lavorazione continua, la sua, un impasto diverso per ogni quadro. Scrive Carlo Alberto Bucci nella presentazione della mostra: "L’accesa, romantica passione per la pittura appare chiara già dai titoli di alcuni lavori: “Fuoco”, “Tempesta”, “Indelebile”". E forse, nonostante i fuochi e le tempeste (e proprio per questi), quella di Natalia Lombardo è una pittura molto più romantica di quanto l'Informale ci vuol far credere. Romantica nelle ragioni profonde che si trovano nel rapporto con la natura un po' sublime e un po' catastrofica, nella spinta verso l'assoluto, nel pittoresco dei suoi "racconti" per immagini."

Antonella Marrone

"Nei quadri diNatalia Lombardo, giornalista de l’Unità con una formazione artistica vicina all’Informale, un amo emotivo “pesca” nella nebbia del sogno simboli, segni o momenti di vita.
E l’antica passione della natura morta si vitalizza sulla tela impastandosi con l’olio, le sabbie, la materia, resa volatile in impalpabili fogli d’argento."
l'Unità- culture, 29 aprile 2011

(...)altre mostre "Sul filo del sogno attraversa la scena con passo lieve da equilibrista Natalia Lombardo, la pittura come un volo simulato sui paesaggi dell'anima che lascia affiorare il il ricordo di un viaggio fantastico: l'isola esotica, sagomata a pesciolino con una piccola palma, che ci restituisce allo sguardo come una cartolina compilata e imbucata al risveglio...
Confessioni sussurrate, colori che mai alzano la voce anche nei toni più cupi, trasparenze e velature di pudore e ironia."

Danilo Maestosi

Nella mostra alla Libreria Hobelix di Messina disegni e illustrazioni, alcuni dei quali pubblicati su quotidiani e riviste di poesia, altri che rispecchiano invece una linea espressiva interiore non finalizzata.
“E’ la storia di una terrestrità bianca o variopinta, legata al percorso di un pennino, a un pastello spiumato, con riferimenti a varie cifre stilistiche liberty, surrealismo, art-nouveau, Roland Topor, forse Klee. Si saggia l’epigramma.
Non è lontano lo haiku.
Nei pastelli Natalia accoglie la Dickinson di certi momenti: sono un membro della nuvola e portatemi
il tramonto in una tazza”.

Angela Giannitrapani